Finchè morte non ci divida……….

Si dice a volte che i figli soffrano per la separazione ma è forse meno vero che soffrano anche dei conflitti, di un rapporto forzatamente normale ma saturo di rancori e silenzi?
La chiesa non accetta chi si separa e poi si risposa, ma se due persone corrono il rischio continuando a convivere di far ?La guerra dei Roses?? Mettendo in pratica ?finché morte non ci divida?? Ma del resto con quanta sofferenza spesso ci si avvicina al divorzio essendo consapevoli che non c’è mai un vincitore ma solo gradazioni di sconfitte, per la privazione di entrambi di una promessa mancata.
E se anche a noi un giorno venisse voglia di appenderci al lampadario?
Uno stralcio di vita ?..
Il concerto stava per cominciare, Ingrid, tipica tedesca dai lunghi capelli biondi gli occhi color ambra e i lineamenti da cammeo, si alzò per andare a prendere una birra. La fila al bar era piuttosto lunga ma Alberto, italiano, colpito dalla sua bellezza , con la gentilezza di cui sono capaci solo gli italiani, si fece strada e le porse la birra.
Fu lunghissimo e interminabile il momento in cui si fissarono, Alberto non ci pensò su due volte e la seguì unendosi alla variegata comitiva di cui Ingrid faceva parte. Lei aveva conosciuto tante persone nel suo lungo viaggio incominciato quando, da brava figlia dei fiori, era partita alla scoperta del mondo abbandonando la sua famiglia. Aveva 18 anni e con pochi marchi in tasca, andò in Giamaica, poi fu la volta della Grecia ed ora perlustrava l?Italia.
Alberto aveva invece un trascorso più severo, ragazzo italiano ribelle che dal clima del ?68 aveva preso soprattutto l?alcool, il sesso e le droghe. Era dotato di un fascino magnetico con le donne, forse dovuto ai suoi occhi verdi, con lunghe ciglia nere e fitti ricci, che lo rendevano tanto zigano. Fu quel giorno che nacque la loro storia, un vero e proprio colpo di fulmine.
Ingrid stava seduta sul divano del suo bilocale fatiscente, era distrutta dal lavoro che aveva dovuto accettare per mantenere la famiglia visto che Alberto non aveva nessuna intenzione di lavorare. Osservava il fuoco del camino e ripensava a quel concerto, al suo incontro con Alberto, e proprio non riusciva a capire come quell?amore magico potesse essersi trasformato in un incubo.
Di una cosa sola era consapevole, era invecchiata precocemente. Ogni volta che si guardava allo specchio si vedeva spenta, l?ombra di se stessa.
Odiava i suoi passi quando, fradicio di alcool, Alberto rientrava polverizzandola col suo sguardo e schifato la trattava da cretina. Spesso arrivava in compagnia di amici della peggior feccia che si univano a lui nel ridicolizzarla .
Ingrid quando litigavano desiderava vomitargli addosso tutto ciò che provava ma poi le mancavano le forze, cominciava a tremare, le si chiudeva la gola, non riuscì a reagire nemmeno quando colto da un raptus lui le bruciò tutti i suoi adorati libri,o quando regalò il suo cane ad un cacciatore.
Era incredibile, lei che aveva girato il mondo in autostop, che aveva imparato tre lingue, che leggeva più libri di una biblioteca, davanti al suo aguzzino, si sentiva fragile, prigioniera di se stessa.
Tante volte avrebbe voluto scappare ma non voleva privare sua figlia della famiglia, e ricorreva a mille artefici, per nasconderle la verità.
Ma Greta nonostante i suoi 15 anni era saggia come una ventenne, e aveva capito benissimo quanto fosse conflittuale la relazione dei suoi genitori. Più di una volta soffocata da quell?aria satura di incomprensioni e di ripicche sognava la fuga, ma temeva troppo per sua madre e mai avrebbe potuto abbandonarla.
Quel giorno Ingrid lo sentì rientrare, come sempre sbronzo, ma un brivido le percorse la schiena quando, spalancando la porta, le chiese dove fosse sua figlia. Era stravolto, paonazzo dall?alcool, con gli occhi iniettati di sangue. Lei sapeva benissimo dove fosse Greta, ma consapevole della folle gelosia del marito, mentì dicendogli che era andata a studiare da un?amica.
Alberto conosceva già la verità, era reduce dall?inseguimento di Greta e l?aveva vista baciarsi col ragazzo, ma fece quella domanda, nella speranza di coglierla in fallo e di sfogare la rabbia che lo macerava. Udita la sua risposta, infatti, la tempestò di calci lasciandola a terra tramortita, poi uscì di corsa.
Ingrid non seppe mai che cosa avvenne in quell?ora in cui era intenta a mascherare i lividi, e credette di morire quando sentì aprire la porta e vide entrare Alberto e Greta. Avevano entrambi il gelo negli occhi, lui si precipitò in bagno e la ragazzina con un espressione incredibilmente adulta, le si avvicinò, le accarezzò teneramente il viso e sussurrando le disse: ?basta!!!? dopodichè corse in camera, tornò con due valigie, prese per mano sua madre e sparirono dalla vita di Alberto




















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